martedì, 14 aprile 2009
La migrazione dei popoli delle steppe ha dato luogo a trasmissioni di successo*, così il disservizio di splinder ha dato luogo all'esodo del blog.

I post hanno dovuto impacchettare tutte le loro perle di saggezza (è bastato un fazzoletto) e le storie inutili (per quelle ci sono voluti diversi tir).
I commenti hanno seguito la carovana a piedi, ma alla fine sono arrivati tutti interi, sani e salvi come nelle belle favole.

valigiaDove direte voi?
Ma nel meraviglioso nuovo blog!
Il posto dove tutto è impossibile, dove la ragione lascia posto alla follia e rimane anche un po' di posto per l'irragionevole e l'irrazionale.

Un posto dove nessuna persona seria andrebbe mai, ed è per questo che io invito voi!

Il blog su splinder rimarrà disponbile con lo storico per un po' poi lo chiuderò definitivamente, quindi aggiornate i segnalibri, aggiornate i feed.
Ci vediamo dall'altra parte del web!

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* Per i posteri che non capiranno: le invasioni barbariche
Scritto alle 14/04/2009 22:15 | commenti (7)
sabato, 11 aprile 2009
Ho accidentalmente vinto il concorso...

Vorrà dire che continuerò ad usare i miei calzini sporchi... ecco magari li laverò...

Non ci capisco nulla! Oggi il contatore mi segna:



Che splinder stia facendo scherzi di primavera?
Ultimamente il mondo sta diventando piuttosto strano... o forse dovrei solo cambiare piattaforma? Mah!

Voi che numero vedete?
Scritto alle 11/04/2009 14:06 | commenti (7)
giovedì, 09 aprile 2009
Il blog va in vacanza fino a dopo Pasqua, perché le vocine vanno a Montecarlo e io a Cagliari devo smazzarmi tutto il lavoro di gestione della mia testa, che non è poca roba.

Nel frattempo se vi volete fare due risate andate qui.

Scoprirete anche il motivo per cui censuro le foto che inserisco nel blog: non si sa mai la fine che faranno!
Questo montaggio è anche simpatico (trovate l'originale qui), ma pensate se avessero usato Martina per uno spot del partito delle illibertà.
Le si sarebbe fuso il motore per la disperazione!

Mancano meno di duemila ingressi al 77777, mi raccomando estote parati!
Scritto alle 09/04/2009 11:10 | commenti (2)
mercoledì, 08 aprile 2009
Non so se conoscete anche voi la storia del pesciolino dorato.

[va] Questa le orate se le sogna ad occhi aperti! [/va]

Ma no, la favola racconta di un pescatore che salva la vita a un pesce dalle squame color dell'oro.
Il pesce per gratitudine esaudisce i desideri dell'uomo, che diventa sempre più avido, fino alla punizione finale.

Mi è tornata in mente l'altra mattina quando, passando davanti al piccolo stagno ornamentale, ho notato tra le carpe giapponesi due pesci, uno dorato e uno argentato.
Ovviamente non ho resistito dall'esclamare "Pesciolino dorato, esaudisci i miei desideri!".

[vp] Tutto questo davanti all'ufficio? [/va]

Sì, ma ne ho espresso uno soltanto, non vorrei fare la fine del pescatore.

[va] Certo, così è molto più ragionevole... [/va]

Anche perché uno degli aspetti che mi ha sempre spaventato un po' nella favola* era il fatto che l'avidità dell'uomo rendesse il mare sempre più scuro e agitato.
Se nello stagno si mettesse burrasca le tartarughine non saprebbero dove rifugiarsi.

[vp] La prossima volta desidera un po' di sale in zucca, vediamo se ti esaudisce! [/va]

Ma va, neanche mi piace la zucca!

[va] Senza speranza! [/va]

Aggiornamento: di ritorno dalla mensa ho provato a richiamare il pesce dorato. Non è arrivato, in compenso nello stagno c'era una tartaruga morta.
Devo prenderlo come un segno?
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* Nella versione che leggevo io
Scritto alle 08/04/2009 10:44 | commenti (2)
martedì, 07 aprile 2009
Nella tradizione popolare sarda esistono delle donne mostro, una delle quali chiamata Mamma'e Sonnu coglieva le persone nel sonno portandole alla morte*.
Mia mamma però conosceva la versione meno terrificante della favola, per cui quando dormivo a lungo mi chiamava Mamma'e Sonnu**.

Stamattina mi sento davvero il mostro del sonno, ho dormito undici ore e sono ancora stanca, ma una ragione c'è, ora ve la racconto.

Tutto è cominciato con C che è venuta a trovarmi per un week end pisano.
C però non sapeva che io sono una specialista nelle corse dell'ultimo minuto per cui si è lasciata trascinare nel turbine della drollità e ha perso (ma davvero di pochissimo, un'inezia, eravamo sul photofinish) l'aereo per Cagliari.

In preda a qualche chilo di senso di colpa mi sono offerta di accompagnarla a Firenze, per cui ho lanciato Martina sull'autostrada e l'ho portata alla stazione. A questo punto le odissee delle due drolle in trasferta continentale si dividono.

C si fa una corsa con la valigia per una strada sventrata di Firenze, per prendere al volo la frecciarossa, arrivata a Milano un'altra corsa fino all'aeroporto, dove ha tentato di uccidere tutti quelli che le passavano avanti al check in e finalmente si è imbarcata.

Io che erroneamente pensavo di essere una comprimaria in quella storia, ho girato con sicurezza la chiave della macchina, e lì è cominciata la mia avventura.

Se avessi saputo che mi sarei ritrovata ferma davanti a un sottopassaggio fiorentino, magari avrei fatto in modo di portarmi dietro il cellulare.
Invece ho dovuto fermare un passante, per elemosinare una chiamata all'assicurazione che mi ha mandato un carro attrezzi***.

L'uomo dell'assistenza ha diagnosticato un'affezione all'avviamento di Martina e l'ha portata via.
Devo dire che è stata coraggiosa: non ha quasi pianto.
Pensavo che non l'avrei rivista per un bel po', invece il destino ha voluto che la potessi salutare un'ultima volta prima di pasqua.

Infatti per evitare di dimenticarlo andando a Milano, ho pensato bene di lasciare il PC aziendale nel portabagagli della macchina, ma ovviamente ho dimenticato di prenderlo prima che il carro attrezzi la portasse via.
Così ieri sono dovuta andare a recuperare il portatile in quella che aveva tutta l'aria della zona industriale di Frittole****.
Anche la stazione sembrava uscita da "Non ci resta che piangere" oppure da un film dell'orrore, era infatti composta da "du' binari" e un sottopassaggio.
Aggiungete un cielo color milano, e capirete perché mi aspettassi che da un momento all'altro saltasse fuori Berlusconi con la motosega per uccidermi.

Secondo me perfino Ulisse mi avrebbe fatto "pat pat" su una spalla, quando infine sono arrivata a Milano, alle due del pomeriggio, dopo due giorni di corse e dopo essere partita alle sei del mattino.
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* Non sono sicurissima di questo: accetto integrazioni e correzioni
** C'era anche Maria Teppenedda quando ero spettinata
*** La mia polizza comprendeva il soccorso stradale, per fortuna non ero in iraq, perché le zone di guerra non sono coperte...
Certo se dovessi andare in guerra non andrei in smart: non ci sarebbe posto per il lanciarazzi.
**** E' da ieri che faccio battute su Frittole e nessuno mi capisce.
Scritto alle 07/04/2009 14:59 | commenti (2)
lunedì, 06 aprile 2009
Dopo il grande successo del primo ecco a voi il nuovo racconto, con le parole: mantide, mastice e mantice.

Dopo che per secoli erano stati immaginati, descritti, filamati, vivisezionati, finalmente gli alieni arrivarono sulla terra.

Il disco volante atterrò, come da tradizione su un campo di grano, ma la sua forma non era circolare.
Era piuttosto una piramide a base quadrata con i lati ondulati. Si assotigliava nella parte posteriore fino a concludersi con una coda cilindrica.
La propulsione dell'astronave era data da una contrazione del corpo centrale a cui corrispondeva la fuoriuscita di aria ad alta pressione dalla parte posteriore.
I giornali la chiamarono subito "Il Mantice".

Se il mezzo non era stato all'altezza della fantascienza classica, gli alieni andarono oltre ogni più rosea aspettativa da B-Movie.
Dalla scaletta della nave spaziale uscirono delle donne bellissime, alte e bionde, inguinate in tutine sottili e aderenti che terminavano con stivali dai tacchi altissimi.
Si dissero intenzionate a fare del turismo sulla terra, così era possibile vederle in giro per le città d'arte a fotografare i monumenti e a nutrire i piccioni.
Intanto gli uomini analizzarono la situazione e si dissero disponibili ad esperimenti sui propri corpi.

Dopo un primo periodo fu chiaro che ogni tipo di essere vivente di sesso maschile della terra fosse attratto dalle aliene.
Dal delfino al moscerino della frutta, al loro passaggio la reazione era sempre la stessa: profonda e duratura eccitazione.
Le donne della terra lanciarono un'allarme un po' perché preoccupate un po' per gelosia: quelle mutaforma potevano essere pericolose.
Gli uomini invece minimizzarono, e molti rinnovarono l'invito alle viaggiatrici spaziali perché effettuassero degli esperimenti su di loro.

Fu solo quando furono ritrovati i primi corpi che qualcuno ammise che forse le aliene non erano lì solo per fare del turismo.
Inizialmente erano animali, ma poi le membra immerse in una sorta di mastice verde furono anche quelle di uomini.: sempre e solo maschi.
Erano di ogni età e di ogni razza, quello che li accomunava era la testa mangiata e un'evidente e a volte ingombrante eccitazione sessuale.

Ben presto il panico si sparse, ora le mantidi facevano paura. C'era chi proponeva di usare l'atomica, chi il DDT, chi invece si diceva pronto a subire degli esperimenti sul proprio corpo.
Mentre i governi nazionali prendevano una decisione, le aliene chiesero di parlare con una delegazione di terrestri di sesso femminile.

"Donne della terra" dissero "siamo venute sul vostro pianeta per insegnarvi un nuovo modo di concepire i rapporti. Pensateci, perché tenere con voi dei parassiti che consumano senza poter procreare e sporcano senza riuscire a ripulire"
Tra la folla ci fu un coro d'assenso, le Mantidi continuarono.
"Non tenete un inutile fardello dopo l'atto sessuale: mangiategli la testa e avrete un ottimo spuntino post orgasmo."

A questo punto tra le terrestri ci fu , finché dal fondo una donna chiese: "Ma vale anche per gli orgasmi simulati?"
La Mantide dal palco scosse la testa: "No, se non c'è l'orgasmo non ha un buon sapore"

La delusione fu evidente tra le donne del palco, mentre a casa davanti alla diretta TV, gli eiaculatori precoci e quelli per cui le dimensioni non hanno mai contato gran che, emisero urla di giubilo.
Fu così che le donne presero la sofferta decisione di mantenere i loro uomini anche dopo l'accoppiamento.

Decisione che non fu apprezzata dai maschi della terra che, quando il Mantice portò via le Mantidi Stellari con una scorreggia galattica, piansero di dolore per non aver potuto morire nell'abbraccio del verde mastice della felicità.

Ovviamente io non ho mai mangiato il mio partner crudo subito dopo il rapporto, questo lo fanno le mantidi religiose, degli insetti con abitudini deprecabili.
Io ho sempre aspettato che fossero cotti e belli croccanti.

Se volete nuovi racconti, datemi nuove parole.
Scritto alle 06/04/2009 13:20 | commenti (9)
sabato, 04 aprile 2009
Oh, sembra ieri che ho scritto, invece sono passati dei giorni!
Non è vero, lo ammetto guardavo il mio povero blog e mi sentivo in colpa, solo che il tempo mi è davvero sfuggito questi giorni, tra pulizie in pausa pranzo e ospiti isolani.

Oggi più che stregatto mi sento molto bianconiglio: sono in ritardo, sono in ritardo, ho mille cose da fare, non c'è più tempo.
BianconiglioCosì con un asciugamano a mo' di turbante sui capelli e C. in doccia, ne approfitto per scrivere, anche perché devo assolutamente lanciare il concorso:

PESCA L'INGRESSO 77777

Prima che il tempo mi scappi di nuovo e nessuno abbia la possibilità di vincere i magnifici premi:

1. Lavatrice a folletti
2. Lampadina a incandescenza della lampada del soggiorno
3. Calzino usato di Emma con odore autentico

E se mi voterete... ah no, questo per un'altra occasione.

Poi devo anche annunciare che lunedì.... martedì... insomma in settimana mi dedicherò alla seconda sfida lanciata dal prode Mu:

MANTIDE MANTICE MASTICE
Scritto alle 04/04/2009 20:44 | commenti